7 Comments

  1. Posto che sono d’accordo su tutta la linea, credo però che l’esperimento su Pinterest sia del tutto fuorviante proprio per un motivo lessicale, ossia che molti degli oggetti di design che si trovano “pinnati” su Pinterest con tag “anthropologie” si trovano sotto quel tag in quanto provengono da http://www.anthropologie.com, un sito che si occupa per l’appunto di design e creatività e che non ha nessun nesso con l’antropologia propriamente detta.

  2. Magnifico tema che, secondo il mio modesto parere, può avere due piani di lettura: il primo è quello che affronta la costruzione di un lessico ordinario che mantenga in ogni caso un aspetto professionale e il secondo è quello che cerca di dare una risposta alla domanda “Agli antropologi interessa davvero farsi capire al di fuori della propria rete?”

  3. MorenoTiziani

    @tostoini: hai ragione, è comunque interessante che un sito che si occupa di design abbia un dominio come “anthropologie”. Direi, anzi, che la cosa sembrerebbe rafforzare il discorso. Certo, poi bisognerebbe capire la storia di quel dominio: magari il fondatore è un antropologo “pentito” che ha voluto riutilizzare un nome che aveva già registrato, chissà! :)
    @Nicolò: bello spunto! Ci interessa farci capire? Giro la domanda agli altri lettori di professione Antropologo! 😉

  4. MorenoTiziani

    Ti capisco bene Francesco! Ma durante la tesi uno non ci fa tanto caso… è dopo che se ne sente il peso! 😉

  5. Cristina Balma-Tivola

    ” Sareste disposti a sperimentare la traduzione dei concetti antropologici in linguaggio comune?”

    Lo faccio abitualmente. E tu sai bene in quali modi.

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