Il pregiudizio come strumento di classificazione

The Prejudice Is Still There In Unconscious, by Paulo Zerbato

Facile, negli ultimi tempi, essere colpiti da toni di intolleranza sui diversi media. Toni che sono anche il frutto di malainformazione e di calcolo politico, ma non solo. Fomentare il pregiudizio raccoglie un’eredità che fa parte della nostra storia di specie.

Intendiamoci: il pregiudizio è uno strumento di selezione che ha aiutato gli esseri umani a giungere fino ai nostri giorni. Si tratta in sostanza di un metodo economico per classificare la realtà, quando questa non è particolarmente complessa, cioè quando le variabili da considerare sono poche.

Condizioni che si sono verificate nella storia della nostra specie più di una volta, ad esempio quando vi era la necessità di capire in tempi brevi se i membri di un’altra tribù erano ostili. Data l’esiguità del numero di membri di una tribù, con buona approssimazione si poteva ritenere che il comportamento di un singolo rappresentasse l’intera gruppo. Da qui la classificazione di quella tribù in toto.

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Gli orizzonti della mostra FACCE: contesto antropologico e applicazioni in medicina

FACCE mostra antropologia Padova
La mostra FACCE. I Molti Volti della Storia Umana rappresenta a suo modo una pietra miliare del lavoro che Arc Team, il Museo di Antropologia dell’Università di Padova e Antrocom onlus stanno compiendo insieme.

Le ricostruzioni dei volti degli Ominini, di sant’Antonio e del beato Luca Belludi, di Francesco Petrarca e di Gianbattista Morgagni, sono la testimonianza di un lavoro di ricerca durato mesi e che dura ancora, inteso ad allargarsi ad altri ambiti.

La mostra offre infatti al visitatore la possibilità di riflettere su concetti cari all’antropologia come la diversità, la percezione del sè e il concetto di identità sia dal punto di vista storico sia contemporaneo, ma è anche lo specchio di una sperimentazione continua di tecnologie che aprono nuove prospettive in diversi settori di ricerca antropologica.

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Di Gentilini, dell’ironia e della figura dell’antropologo

divulgazione e antropologia

Mi sono goduto il post di Piergiorgio Paterlini a proposito delle ultime sparate di Giancarlo Gentilini.

Un  pezzo chiaramente ironico: del resto davanti a certe affermazioni non c’è molto da fare se non ironizzare con l’acutezza di chi capisce che, alla base, non c’è niente che merita una discussione seria.

Però…

C’è un però. Come mai Paterlini ha scelto di accostare la sua divertita disamina del Gentilini-pensiero alla figura dell’antropologo?

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Marketing antropologico: qualche commento a margine delle sue applicazioni

marketing anthropolgy

 

Sono stato invitato a commentare tramite la piattaforma Academia un articolo sul marketing antropologico.
Si tratta di una branca applicativa dell’antropologia alla base delle indagini di InTribe, il progetto di cui fa parte l’autrice, Linda Armano.

Il testo descrive in modo chiaro un approccio che può fare la differenza tra il marketing tradizionale e una vera e propria innovazione nel rapporto tra aziende e consumatori. Non è un tema nuovo per Professione Antropologo e l’articolo di Armano sicuramente fa una corposa panoramica su cosa è e come funziona il marketing antropologico.

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“Nudi e Crudi”, l’occhio televisivo e il modo di rappresentare noi, l’altro e l’ambiente

Nudi e Crudi DMAX

Mi piace guardare “Nudi e Crudi” (in inglese Naked and Afraid). Si tratta di un programma in onda su DMAX in cui una donna e un uomo devono sopravvivere nella natura selvaggia per 21 giorni, senza aiuti esterni.

Già la descrizione che ne ho fatto potrebbe essere oggetto di un commento antropologico a sè stante. E’ chiaro che i livelli di riflessione potrebbero essere diversi, ma sicuramente non affronterebbero ciò che il programma televisivo esplicita in superficie. E mi chiedo se la produzione abbia interpellato un antropologo in fase di realizzazione.

Cerco però di abbozzare qualche spunto di riflessione.
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Pluralis, occhio antropologico sul mondo: intervista alle promotrici del progetto

Pluralis occhio antropologico sul mondo

Pluralis è il blog di commento e riflessione antropologica ideato e progettato da due giovani antropologhe, Denise Cappadonia e Michela Garau, e tenuto a battesimo dall’associazione di ricerca e divulgazione antropologica Antrocom onlus.

Non stupisce l’interesse sollevato dal progetto, ispirato alla necessità di comprendere il quotidiano con un approccio molto pratico. Di seguito una piccola intervista alle due antropologhe per conoscere Pluralis e le possibilità di collaborazione.
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Vitale Stefano Sparacello: antropologi, andate via dall’Italia

Stefano Vitale SparacelloPer me è un onore ospitare il racconto di un antropologo che ho conosciuto grazie a comuni interessi di ricerca. Vitale Stefano Sparacello si è inserito in un percorso innovativo che in Italia fa fatica ad attecchire. E nelle righe che seguono ne capirete i motivi.

Caro Moreno, cari Amici di Professione Antropologo,
sono passati più di due anni da quando mi chiedesti di condividere esperienze e consigli sulla mia esperienza di ricerca all’estero per il sito. Ti ringraziai per l’offerta, e ti dissi che appena avessi avuto una finestra di tempo libero avrei scritto qualcosa. Bene, c’è voluto un po’ di tempo ma eccomi qui! Già queste tempistiche dovrebbero dare un’idea di quanto sia totalizzante cercare di farsi strada come ricercatore…  Oppure di quanto io sia inaffidabile, vedete voi. In realtà ho una scusa migliore per il ritardo: il sito si chiama Professione Antropologo.

All’epoca ero ancora un misero graduate student presso la University of New Mexico… Certo, pubblicavo, partecipavo a convegni internazionali, e avevo uno stipendio dovuto al fatto che insegnavo… Ma non mi consideravo ancora un antropologo, e sopratutto non sapevo quanto i miei consigli potessero essere utili a far carriera piuttosto che a finire male. Adesso la situazione è un po’ migliorata, ho un contratto di lavoro in UK (Durham University) per due anni.

Niente che mi faccia sentire “arrivato”, per carità, ma almeno posso raccogliere un paio di consigli da dare ai “giovani virgulti” sul come raggiungermi. O se sia meglio lasciar perdere.
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Di Rosetta, dell’evoluzione umana e dell’antropologia

missione ESA Rosetta Philae

Pensieri liberi all’indomani dell’atterraggio di Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov Gerasimenko, dopo un viaggio decennale a bordo della sonda Rosetta.

Un grande traguardo per la ricerca scientifica e per tutta l’umanità. Da un certo punto di vista si può paragonare alla scoperta del fuoco e al primo allunaggio.

Eppure l’accoglienza per questo grande risultato è stata molto tiepida, come se fosse una notizia di secondo ordine. Anche i social network sembrano quasi non essersene accorti.

La gente è presa da altre cose: tra le difficoltà reali della vita quotidiana e i falsi problemi alimentati anche da un certo modo di fare informazione, sembra che non siamo più in grado di sognare e di renderci conto di come certi fatti siano importanti per il nostro futuro.
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L’antropologia ad Antiche Vie, Antichi Sapori… lungo la Via degli Abruzzi

Antiche Vie Antichi Sapori Roccaraso 2014
A Roccaraso, il 30 agosto 2014, si terrà la manifestazione Antiche Vie, Antichi Sapori – Cibo e Ospitalità Lungo la Via degli Abruzzi.

Un evento che tramite ricostruzioni storiche e una parte fieristica allestita attraverso la comparazione delle fonti storiche farà rivivere ai visitatori l’incontro tra la civiltà romana e le genti italiche.

La manifestazione è pensata per essere un appuntamento da ripetere ogni anno, ricostruendo un periodo storico diverso ogni volta. Il filo conduttore, durante le varie edizioni, sarà costituito dal cibo e dalle trasformazioni della cultura alimentare lungo la Via degli Abruzzi, che passa proprio da Roccaraso.
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